Mille euro, la pensione dei giovani italiani.


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Sono Giovanni, ho 25 anni, nel 2054 compierò 70 anni, andrò in pensione e la mia vita cambierà… in peggio. Avrò una pensione pubblica di circa la metà del mio ultimo reddito.

Un duro abbassamento del livello di vita che mi costringerà a ridurre drasticamente le spese e, se non sarò stato previdente, mi troverò in difficoltà.

Di certo non potrò aiutare figli e nipoti, dovrò sperare di non dover sostenere cure troppo costose, dovrò cercare di essere autosufficiente per non dover spendere soldi in assistenza, non potrò, quindi, godermi una vecchiaia rilassante.

Questo è lo scenario che si profila per un intera generazione: un forte ed improvviso calo del livello di vita al momento del pensionamento.

Con me ci sono altri 10 milioni circa di giovani italiani(15-29 anni). Chi più chi meno dovrà confrontarsi con una pensione di molto più bassa rispetto al suo ultimo reddito.

Ad esempio, il 42% dei lavoratori dipendenti 25-34enni di oggi andrà in pensione intorno al 2050 con meno di mille euro al mese1.

E’ davvero questo l’unico scenario? Non c’è alternativa?

Lo capiremo insieme attraverso le pagine di questo blog.

Grazie all’aiuto di esperti e professionisti del settore previdenziale scopriremo quali sono i problemi e quali le soluzioni. Seguiremo l’attualità, cosa sta cambiando e come fare per non trovarsi impreparati.

Solo il 27% degli Italiani sa che la sua pensione sarà inferiori ai propri bisogni. Non sembriamo, quindi, una popolazione molto preoccupata. Ma esiste invece un sentimento comune diffuso: un mix di incredulità, rabbia e totale passività2.

E tu? Ti ritrovi in questa descrizione? Cosa provi quando pensi alla tua pensione?

O forse, alla fine, dovremmo concordare con la proposta di Giovanni Cacioppo?

Chi sono e quanti sono i precari in Italia (fonte il Sole 24 Ore)

Calcola qui al tua pensione

1 Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali» di Censis e Unipol link

2 AXA MPS e GPF, Giovani e Previdenza, maggio 2011

 

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  • Paolo

    L’innalzamento dell’età media è il comune denominatore che interessa tutta Europa: parliamo di una crescita costante che porterà il numero delle persone anziane a incidere sempre di più sui sistemi previdenziali locali. Tale fattore, però, si aggiunge anche ad un crescente ritardo dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Questo quadro, di conseguenza, incide sui sistemi di previdenza, e sulla stessa previdenza integrativa. Come mai?
    I due fattori appena citati abbassano, infatti, le capacità contributive di una popolazione in cui, gradualmente, sarà sempre meno incidente il numero dei lavoratori attivi rispetto a quello dei pensionati: ricordiamo come le attuali generazioni non versano contributi per le proprie pensioni, bensì per sostenere le attuali classi di pensionati. La previdenza integrativa, quindi, è da considerare come un complemento molto importante per le pensioni delle attuali generazioni produttive.
    Sarà utile valutare la forme di previdenza complementare a disposizione.
    La situazione previdenziale futura sta legandosi sempre più ai cambiamenti già concretizzati dai nostri Governi o che ancora dovranno essere preparati. Per limitare il peggioramento delle “prestazioni previdenziali” si parla tanto di innalzare l’età pensionabile e di accrescere l’incidenza della previdenza integrativa. Ne deriveranno, quindi, carriere lavorative più lunghe, facilitate anche dall’innalzamento dell’età media, ma anche un impegno diretto dei cittadini verso le forme di previdenza integrativa che dovranno essere autonomamente alimentate. Tali cambiamenti, secondo quanto prospettato dagli esperti, porteranno a un radicale cambiamento degli interi sistemi previdenziali che si apriranno di più verso nuovi strumenti di capitalizzazione.

    Buona viat a tutti

    • Giovanni Valli

      Grazie Paolo per il commento, da vero esperto. Ti consiglio anche di guardare qui l’interessante infografica che riassume la situazione demografica in Italia rispetto al tema previdenziale.
      Inoltre qui Monica Fabris ci spiega cosa vuol dire in pratica la maggiore longevità della popolazione italiana.
      Cosa intendi quando scrivi che i sistemi previdenziali si apriranno di più verso nuovi strumenti di capitalizzazione?

      • Paolo

        Nuovi sistemi per accumulare e accrescere il proprio capitale.
        comunque complimenti un posto dove poter parlare del futuro e dei nostrie aspettative….ci voleva.

        A bombazza!

  • bizzi

    Da secoli, forse da millenni l’uomo rincorre la possibilità dell’ eternità. Oggi quel sogno sta diventando realtà, ma l’uomo sarà in grado di gestire la sua vita così a lungo? Saprà affrontare il “rischio di longevità”?
    Per un pensionato, vivere decorosamente è importante quanto vivere di più.
    Un antidoto ovvio sarebbe un aumento medio della vita lavorativa
    proporzionale a quello della vita biologica. Le riforme dei sistemi pensionistici vanno in questa direzione, ma come dimostra anche l’ultima esperienza italiana, modificare le regole in corsa comporta iniquità che non è facile gestire.
    Le risposte potrebbe darle la finanza, realizzando
    polizze assicurative contro il longevity risk , soprattutto, mettendo in atto schemi di riassicurazione a protezione
    dei sistemi pensionistici. Anche se in forme ancora embrionali, un mercato di strumenti finanziari di copertura del rischio di longevità sta già nascendo in Gran Bretagna ed in Olanda.
    Proprio la creatività finanziaria a cui si attribuisce oggi il nostro malessere si potrebbe rivelare la chiave per diffondere il nostro benessere futuro.

    Il Previsionario Visionario.