Punti di vista


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L’altro giorno, mentre camminavo per le stradine del centro storico di Roma, mi sono imbattuto in una scena apparentemente normale:  un bambino di circa 2 anni, seduto sul passeggino,  attorno a lui i  2 genitori e i 2 nonni  si impegnavano (con scarsi risultati) nel  districarsi tra motorini, macchine, buche e sanpietrini traballanti.

Solitamente non mi colpiscono particolarmente i “quadretti”  familiari ma da quando scrivo sulle pagine di questo blog soffro di una deformazione professionale che mi porta a guardare le cose sempre  in un ottica previdenziale.

4 adulti per 1 bimbo.

Oggi la matematica sembra essere dal lato del bambino, cullato e coccolato da ben 4 adulti, ma dipende dai punti di vista. Inesorabilmente il quadro si ribalterà e tra vent’anni  avremo  1 giovane lavoratore con 4 anziani.

Mi ricorda  un video che è girato qualche tempo fa. 5 pensionati  “si prendevano cura” del giovane lavoratore che garantiva loro la pensione.

 

Un invecchiamento sostenibile della popolazione è la sfida principale delle società occidentali oggi.

Tutte le riforme che hanno riguardato la previdenza di primo pilastro hanno agito nella direzione di ristabilire sostenibilità ed equilibrio finanziario al sistema, da ciò n’è derivato un forte impegno da parte dei singoli nel costruirsi nel tempo una pensione di scorta.

In particolare le nuove generazioni devono rendersi conto della situazione e porvi rimedio.

Secondo la covip.it/?p=6831">relazione annuale COVIP Solo il 18% dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto ad una forma pensionistica complementare.

La partecipazione dei giovani alla previdenza complementare resta limitata. Soltanto il 18 per cento dei lavoratori con  meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare. Il tasso di  partecipazione sale al 26,8 per cento per i lavoratori di età compresa tra 35 e 44 anni e al 35 per cento per quelli tra 45 e 64 anni. Nel complesso, l’età media degli aderenti è di 44 anni, rispetto ai 41 degli occupati.”

 

Se  prendiamo il tasso di sostituzione (link) come indicatore della necessità della previdenza complementare sono proprio i lavoratori under 35 ad averne più bisogno.

Ad. Esempio  un giovane dipendente di 25 anni avrà un tasso di sostituzione del 61%.  Questo vuol dire che se l’ultimo reddito sarà di 43mila euro, la pensione sarà di 26mila euro. Basterebbe  decidere  di versare il proprio TFR ad un fondo pensione per vedere il tasso di sostituzione aumentare del 10%, o del 17% se si decide anche di versare 50 euro al mese.

Questi dati parlano chiaro, secondo voi perché solo il 18% dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto ad una forma pensionistica complementare?

Link:
covip/">COVIP

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  • Aldo

    Ecco perché, fra l’altro, bisognerebbe aiutare le giovani donne a diventare madri, mentre nell’attuale sistema economico e lavorativo la propensione alla maternbità è vista come una minaccia.