In pensione senza problemi


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Se è vero come è vero che ad un trentenne lavoratore dipendente basterebbe mettere nel fondo pensione dai 4 ai 7 euro al giorno per raggiungere la stessa pensione di suo padre, ovvero l’80% dell’ultimo stipendio,[1] diventa fondamentale sensibilizzare le nuove generazione al tema previdenziale.

L’  Associazione Italiana per la Cultura Previdenziale (AICP) ha recentemente pubblicato un e-book: “In pensione senza problemi”.

Consiglio a tutti (e soprattutto ai miei coetanei)  la lettura di queste pagine dove, in modo chiaro e  semplice  si cerca di fornire informazioni per una scelta consapevole del proprio futuro previdenziale, colmando un gap di conoscenze che rischia di recare danno ad un’intera generazione.

L’ E- book spiega come la Pensione Complementare sia una scelta volontaria di risparmio per conseguire una rendita a tutela del proprio tenore di vita, quando si concluderà il ciclo lavorativo. Vuol dire costruire nel tempo una Pensione Complementare che si “aggiunge” a quella pubblica. Nei prossimi anni le pensioni erogate dall’INPS saranno sempre più esigue, soprattutto per i Lavoratori più giovani ai quali si applicherà interamente il sistema di calcolo “contributivo” che comporterà una pensione pubblica mensile pari a circa la metà dell’ultima retribuzione percepita. AICP con questo manuale ha voluto introdurre il tema delle pensioni future e dei comportamenti che ogni lavoratore (ma soprattutto il giovane lavoratore) dovrebbe avere per garantirsi una terza età sufficientemente tranquilla.



[1] Un autonomo dovrebbe accantonare nel salvadanaio previdenziale dagli 8 ai 14 euro al giorno per arrivare allo stesso obiettivo, dati ripresi da articolo di Paola Valentini, Milano Finanza, 16-06-2012

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  • ElisaM

    Molto interessante, spiegare ai giovani quello che è successo sulla previdenza e come porvi rimedio è una nobile iniziativa.

    • Dafne

      Sembra quasi troppo facile: in fondo siamo un paese che spende di più per i gratta e vinci. Ma allora mi chiedo quale sia la chiave giusta. Perchè non abbiamo una pubblicità progresso sul tema ….. la previdenza è poco apeealing?

      • Giovanni Valli

        Credo che il problema sia culturale.
        L’Italiano, culturalmente, è più abituato ad “investire” nel mattone o a sperare nella lotteria. Ci fidiamo poco degli strumenti finanziari (seppur molto regolamentati e sicuri come i fondi pensione).
        Inoltre, per generazioni, il problema di costruirsi un futuro previdenziale non è esistito. Lo Stato garantiva a tutti una pensione decente. In questo senso non siamo abituati ad essere lungimiranti, non abbiamo l’esempio dei nostri genitori…
        Per cambiare una cultura ci vuole tempo e l’impegno di tutte le forze sociali sia pubbliche che private. Si può certamente fare di più ( e si deve) ma credo che siamo sulla strada giusta…

  • Aldo

    Mi sembrano consigli molto importanti. I giovani sono lasciati quasi sempre a loro stessi, senza informazioni. La comunicazione in questo campo è decisiva. Le possibilità offerte dai piani pensionistici individuali ad esempio dovrebbero essere illustrate adeguatamente. Però con un linguaggio accessibile.