I 5 falsi miti della previdenza: “Avrò altre entrate”


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Quando si parla di previdenza, in Italia, spesso vengono alla luce pregiudizi, miti e credenze. Abbiamo deciso di prendere i 5 falsi miti più in voga tra gli italiani e di sfatarli uno ad uno. Utilizzando ricerche, sondaggi, proiezioni e statistiche cercheremo di fare chiarezza in un settore di cui si parla tanto ma che si conosce poco. (leggi qui il primo mito sfatato, qui il secondo, qui il terzo e qui il quarto)

miti5Riuscire ad avere un reddito adeguato per quando saremo in pensione resta una delle sfide più ardue per molte persone, soprattutto a causa della difficile situazione finanziaria causata dalla perdurante crisi economica.

I sistemi pubblici di sostegno al reddito sono sempre più in sofferenza ed in molti paesi, tra cui l’Italia, la pensione pubblica, componente principale del reddito dei pensionati, è stata riformata passando da un generoso sistema retributivo al più sostenibile (per le casse dello stato) sistema contributivo.

I pensionati del futuro dovranno fare affidamento esclusivamente sulla propria capacità di risparmio e di programmazione previdenziale, ma se non si è stati previdenti da giovani, sarà molto complicato “avere altre entrate” da anziani.

Nella ricerca The Future of Retirement, che ha sondato l’opinione di oltre 16.000 persone in tutto il mondo, la totalità degli intervistati prevede che i propri risparmi per il periodo pensionistico finiranno prima del previsto e che in media dureranno 12 anni. L’OCSE ha stimato che il tempo medio vissuto dai pensionati è di 18,5 anni per gli uomini e 23 anni per le donne: rimangono quindi degli anni scoperti. E per le future generazione ci si aspetta che i risparmi durino al massimo 10 anni.

Più in generale, la ricerca non dipinge un quadro roseo per chi crede di avere altre entrate in futuro:

Il 66% degli intervistati ha visto diminuire il proprio reddito al momento del pensionamento,  il 22% lo ha visto diminuire più della metà;

La vita in pensione è più costosa di quanto si pensi. Un pensionato su cinque assiste ad un calo delle entrate maggiore del 50%. Allo stesso tempo, più della metà dei pensionati (52%) afferma che continua a spendere come prima o addirittura più di prima;

Ci sono anche altri fattori che riducono la possibilità di avere altre entrate al momento della pensione. Come evidenziato all’interno della ricerca da Mark Twigg,  Executive Director Cicero Group: “la consuetudine di ricevere un’eredità dopo la scomparsa dei nostri cari potrebbe finire. Infatti l’allungamento della vita causa la progressiva erosione per assistenza e cure mediche delle somme risparmiate durante al vita. Inoltre, sempre più genitori provvedono al sostentamento dei propri figli anche quando diventano adulti, con regali e prestiti significativi per far fronte all’aumentato costo dell’educazione e dell’abitazione,  diminuendo di fatto il valore di un’eventuale eredità”

Il 38% dei pensionati afferma che il reddito da pensionato è minore di quanto si aspettasse. Come possiamo notare dal grafico  qui sotto,  le ragioni che causano un reddito minore di quanto previsto sono molteplici: oltre un terzo 35% ammette di non aver programmato a sufficienza, mentre una percentuale simile lamenta come la crisi economica globale abbia di fatto ridotto le risorse accantonate nei fondi di risparmio.

reddito pensione minore

Per molti pensionati, spese ricorrenti e inaspettate sono causa di introiti ridotti : uno su cinque aiuta ancora i propri figli, la stessa porzione (21%) ha ancora dei debiti da pagare, mentre uno su quattro ha subito un evento accidentale o molto costoso.

Riassumendo: una pensione pubblica meno generosa, investimenti finanziari poco accurati e mal consigliati, la riduzione o la scomparsa di entrate straordinarie quali l’eredità ed eventi costosi ed inaspettati ci fanno affermare che credere di poter avere “altre entrate” in pensione è un falso mito da smentire.

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  • Luisa

    Fare affidamento sulla propria capacità di risparmio o programmazione? E cosa mai puoi programmare se a 40 anni hai appunto ancora bisogno di andare a batter cassa dai genitori anziani? Cosa versi, se hai le tasche vuote? Qui per prima cosa bisogna trovare un buon vecchio contratto a tempo indeterminato, direi. Il resto, scusate, mi sembrano chiacchiere al vento.

    • Giovanni Valli

      Ciao Luisa,
      grazie per il commento. Non c’è alcun dubbio che la crisi che grava sul mercato del lavoro in Italia è un oggi di prioritaria importanza. Su questo blog ci rivolgiamo a tutti (lavoratori e non), e crediamo che sia fondamentale, per tutti, conoscere quali sono le variazioni in atto nel settore della previdenza per avere la consapevolezza di quello che ci può attendere nel futuro.