Sette modi per anticipare la pensione


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Come ormai è ben noto, il decreto “Salva-Italia” del 2011 ha innalzato il livello dei requisiti anagrafici e contributivi richiesti per poter andare in pensione.  Inoltre, il requisito dell’età continuerà ad essere costantemente innalzato nel tempo in base all’aumento della speranza di vita.
Tutto ciò si è tradotto in una maggiore attesa da parte di migliaia di lavoratori che hanno visto allontanarsi la tanto attesa pensione.
La normativa pensionistica però, mentre da un lato allungava i tempi, dall’altro prevedeva tutta una serie di soluzioni volte a ridurre l’attesa ed in pratica ad anticipare la pensione.

Ecco come fare per andare in pensione un po’ prima:

1) Pensione anticipata
La pensione anticipata è una prestazione economica introdotta nel 2012 dalla riforma previdenziale “Monti-Fornero” cui si ha diritto al raggiungimento di una determinata anzianità contributiva. L’istituto della pensione anticipata è stato introdotto per tutelare chi ha iniziato la propria attività lavorativa in giovane età, onde evitare un’eccessiva penalizzazione in virtù dell’introduzione dei nuovi requisiti d’età per l’ottenimento della pensione di vecchiaia, sempre contenuti nella riforma “Monti-Fornero”. A seguito dell’introduzione della nuova normativa ecco quali sono i requisiti richiesti:

    • dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015, anzianità contributiva: uomini 42 anni e 6 mesi, donne 41 anni e 6 mesi;
    • dal 1° gennaio 2016, anzianità contributiva: uomini 42 anni e 6 mesi*, donne 41 anni e 6 mesi*
      *Requisito da adeguare alla speranza di vita

Per approfondimenti clicca qui

2) Anzianità anticipata per le donne con la scelta del sistema contributivo
La riforma delle pensioni voluta dal Governo Monti contiene una eccezione rispetto alla nuova pensione di vecchiaia (a 66 anni) e alla nuova pensione anticipata (con 42 anni di contributi). Si tratta del sistema che prevede il calcolo della pensione sulla base dei contributi versati e non sulla base delle retribuzioni percepite come previsto dal sistema retributivo. Il sistema contributivo riduce l’importo del trattamento di pensione rispetto al calcolo con il sistema retributivo e quindi il Governo ha inteso agevolare le donne che hanno optato per il sistema più favorevole per l’ente pensionistico.

I requisiti per ottenere la pensione anticipata con questa penalizzazione sono i seguenti:
– Età di 57 anni per le donne dipendenti, elevata a 58 anni di età per le lavoratrici autonome;
– Almeno 35 anni di contributi.
Questa eccezione è valida solo fino al 2015.

3) Il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione
Corso di laurea, congedo parentale, servizio civile, lavoro all’estero. E ancora: periodi di lavoro non coperti da contribuzione, sospensione o interruzione del rapporto di lavoro. Questi sono i  casi in cui è consentito l’accredito di contributi in seguito a versamento volontario.
Il riscatto è sempre a titolo oneroso e si perfeziona con il pagamento di un importo pari agli onri che l’inps si assume con il riconoscimento dei periodi riscattati. I contributi derivanti da riscatto sono utili sia per determinare il “quando” si andrà in pensione sia per determinare il “quanto” si riceverà come pensione.
Qui su Previsionari, tempo fa, abbiamo preparato un approfondimento sul riscatto della laurea, come si fa e quanto costa.

4) Prosecuzione volontaria del versamento dei contributi
E’ la possibilità di fare versamenti volontari per i lavoratori che sono prossimi alla pensione ma sono senza occupazione. La facoltà è concessa a lavoratori dipendenti, autonomi e dipendenti pubblici a condizione che vantino un minimo di contributi effettivi. L’esempio più classico è il lavoratore dipendente a cui mancano pochi anni al pensionamento. Può concordare con la propria azienda la sua uscita anticipata dal mondo del lavoro in cambio di una “buonuscita” che gli permetta di versare i contributi per il periodo che lo separa dalla pensione oltre che sostenersi fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici. In questo modo smette effettivamente di lavorare prima.

5) Il cumulo gratuito dei contributi accreditati in gestioni diverse
La legge di stabilità 2013 consente agli iscritti presso due o più gestioni previdenziali (escluse le casse dei professionisti) di cumulare i periodi non coincidenti, per conseguire un’unica pensione. Il cumulo e gratuito e consente di lasciare inalterato il sistema di calcolo applicabile, in base alle anzianità maturate.
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6) La ricongiunzione a pagamento dei versamenti in una sola gestione
La ricongiunzione dei contributi versati in gestioni diverse, sia per i lavoratori dipendenti, sia per i professionisti, è a pagamento (anche rateizzabile)  permette l’unificazione dei periodi di assicurazione e dei relativi contributi maturati dal lavoratore presso diversi enti previdenziali e consente di maturare una qualsiasi pensione nella gestione accentrante, con regole di calcolo previste per quest’ultima. Il dipendente può chiedere le ricongiunzione per ottenere un’unica pensione calcolata su tutti i contributi versati.
Per maggiori info clicca qui 

7) La totalizzazione per maturare il diritto all’assegno
Con la totalizzazione si possono cumulare periodi maturati presso due o più enti previdenziali per raggiungere i requisiti minimi per la pensione, o aumentare la base su cui essa viene calcolata. E’ utile per maturare la pensione di vecchiaia o di anzianità e riguarda tutte le forme previdenziali, comprese le casse professionali. Completamente gratuita, la totalizzazione non trasferisce contributi da una gestione all’altra, ma serve solo per maturare il diritto alla pensione. Il calcolo è con il sistema contributivo.
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