La particolare situazione delle casse professionali e della gestione separata


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men-304293_640E’ possibile distinguere tre diverse categorie di professionisti per le quali vengono gestite diversamente le prestazioni pensionistiche attraverso gli Enti/Fondi di riferimento:

  1. Enti professionali disciplinati dal d.lgs. 509 del 1994
  2. Enti professionali disciplinati dal d.lgs. n. 103 del 1996 (e successive modificazioni e integrazioni)
  3. Gestione Separata istituita presso l’Inps con la legge n. 335 del 1995

I primi, gli Enti professionali disciplinati dal d.lgs. 509 del 1994, esistevano come enti pubblici già prima dell’entrata in vigore del d.lgs che li ha privatizzati.

Essi gestiscono, con un sistema a ripartizione (in base alla quale le pensioni erogate sono pagate con i contributi dei lavoratori correnti e le pensioni degli attuali attivi saranno pagate da chi lavorerà in futuro), le prestazioni pensionistiche a favore di quelle categorie di professionisti più numerose (72% degli iscritti agli Enti previdenziali per professionisti – Fonte AdEPP) e più “antiche”: medici, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, notai, ecc.

Tradizionalmente le prestazioni pensionistiche liquidate da tali Enti utilizzavano il Metodo Retributivo a vantaggio degli iscritti (pensione calcolata in misura percentuale, in rapporto alla media di retribuzione percepita durante gli ultimi anni di lavoro). Tale criterio sta però portando, all’impossibilità di finanziare con i futuri contributi le prestazioni attese, con conseguente accumulo di debito pensionistico. Molti Enti hanno perciò deciso di riformarsi seguendo la Legge Monti-Fornero trasformando la prestazione da retributiva a mista (per gli iscritti già presenti alla data della riforma) o interamente contributiva (per gli iscritti post riforma) con effetti significativi sul livello delle prestazioni pensionistiche.

Gli Enti disciplinati dal d.lgs. n. 103 del 1996 invece nascono già privati e sono destinati a specifiche categorie di professionisti che prima non avevano una copertura di base di riferimento (Es. gli agrotecnici, gli infermieri, i biologi, i periti agrari ed industriali, gli agronomi forestali, i geologi, i chimici, gli psicologi).

Ricorrono ad un sistema di capitalizzazione individuale nel quale gli attivi versano contributi per loro stessi quando saranno vecchi (e non per gli attuali pensionati), contando sul fatto che il montante contributivo genererà le risorse necessarie all’erogazione delle loro pensioni . Ciascun iscritto versa sul proprio conto individuale un contributo pari al 10% del reddito annuo e taluni Enti consentono di arrivare anche al 24% per rispondere all’esigenza di erogare prestazioni adeguate al mantenimento del tenore di vita una volta in pensione. Tali Enti infatti calcolano le prestazioni con il metodo contributivo e con un’aliquota così esigua l’ammontare delle prestazioni erogate risulterebbe molto limitato.

Più alta risulta invece l’aliquota con cui si calcolano i versamenti per i professionisti che confluiscono nella Gestione Separata. Tale Fondo è rivolto ai Professionisti che non hanno un Albo di appartenenza né, quindi, una Cassa di riferimento di cui fanno parte, tra le altre, le seguenti categorie:

  • parasubordinati (collaboratori coordinati e continuativi, collaboratori a progetto, collaboratori occasionali);
  • venditori porta a porta;
  • lavoratori autonomi occasionali;
  • associati in partecipazione;
  • professionisti senza cassa.

Il versamento contributivo di tali categorie è infatti pari attualmente a circa il 30% del reddito annuo. Ammontare comunque non sufficiente anche in questo caso a garantire uno stile di vita adeguato al momento del pensionamento considerando soprattutto il carattere di occasionalità di tali lavoratori che li porta ad avere un versamento spesso discontinuo negli anni.

La Gestione Separata utilizza il metodo contributivo e risulta gestita con il sistema a ripartizione.

Il montante contributivo che si crea per ciascun iscritto è di fatto “figurativo” cioè non viene effettivamente accantonato in conti individuali. Si può parlare in questi casi di montante contributivo nazionale.

Ecco di seguito alcune previsioni (calcolate con il simulatore Previsio www.previsio.axa.it) per queste categorie di lavoratori che sottolineano come i loro tassi di sostituzione, il rapporto percentuale tra l’ultima retribuzione e la pensione, siano molto bassi oscillando tra il 50% e il 60%.

La situazione più preoccupante riguarda i professionisti con un tasso di sostituzione pari al 49%.
ParasubordinatiAutonomi

Liberi Professionisti

 

 

 

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