Cosa c’è nella Busta Arancione


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In questi giorni 150 mila italiani stanno ricevendo per posta una busta arancione. È stata spedita dall’Inps per dare un’idea ai lavoratori della loro pensione futura.

Sono tre pagine che indicano: la data prevista di pensionamento, l’ultima retribuzione o reddito percepiti, l’importo del primo assegno di pensione e il tasso di sostituzione al lordo e al netto di tasse e contributi. Importante: l’importo della pensione stimato è ottenuto automaticamente, senza alcun valore certificativo, perché si basa sui contributi finora accreditati e sulla proiezione di quelli che ancora mancano al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento.

La simulazione si fonda sul presupposto che il Pil  cresca dell’1,5% l’anno, cosa che non avviene da nove anni ed è difficile che accada nel 2017. Quest’anno, ad esempio, il ministro Pier Carlo Padoan fissa il Pil all’1,2%, il Fondo Monetario Internazionale riduce la proiezione all’1%.

Inoltre, la stima prevede che gli stipendi si rivalutino di pari passo col Pil, senza mai essere soggetti a interruzioni lavorative (cosa che accade invece frequentemente, non solo ai lavoratori precari).

Una carriera senza aumenti salariali e con interruzioni produce una riduzione dell’assegno, ed è bene sottolineare che la cifra finale indicata sulla lettera è al lordo delle tasse (aspetti che la simulazione non specifica).

In sostanza la lettera ha puramente natura informativa ma è un importante strumento per iniziare a pensare alla propria pensione futura. Probabilmente molti avranno una spiacevole sorpresa dalla busta arancione, lo scostamento nelle fasce più esposte, sia dei dipendenti che degli autonomi, può raggiungere il 33/34% in meno sull’assegno mensile ipotizzato dall’Inps, come indica la società di analisi Progetica.

Previsionari ha realizzato per voi una semplice guida illustrandovi un facsimile del contenuto della busta.

  • L’ introduzione sottolinea l’importanza dell’accesso al servizio on line “La Mia Pensione” che consente di effettuare simulazioni più accurate variando ad esempio l’età pensionabile per verificare come cambia la rendita quando si rimane in attività un anno in più o un anno in meno. La simulazione online permette di ottenere inoltre la stima con una crescita del Pil più bassa (l’1%).  Viene spiegato cosa è lo SPID e come si ottiene.

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  • La seconda sezione della lettera indica la previsione della pensione.

La data di pensionamento si basa sull’ipotesi, utilizzata per determinare l’assegno, che ognuno si metta a riposo con l’età della pensione di vecchiaia, oggi fissata a 66 anni e 7 mesi e destinata a salire in futuro con l’aumento dell’ aspettativa di vita della popolazione. La simulazione online invece permette di visualizzare anche la previsione di pensione anticipata. Inoltre il prospetto cartaceo dei contributi non considera i versamenti ad altri fondi, casse di previdenza o all’estero.

  • La lettera dell’Inps contiene inoltre una stima mensile dell’assegno pensionistico, e il “tasso di sostituzione”, cioè a quale percentuale dell’ultimo stipendio arriverà la futura pensione.

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  • Nella terza sezione vi è un prospetto riportante una simulazione di quello che potrebbe essere il reddito mensile percepito negli anni.

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  • La lettera si conclude infine con il prospetto dei versamenti che risultano accreditati finora all’Inps. Attenzione: potrebbero esserci degli errori, potrebbero ad esempio mancare dei periodi lavorativi – ed in questo caso, o altri simili, bisognerebbe segnalare l’anomalia all’Inps. Ne deriverebbe infatti anche una stima della pensione inesatta.

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Pur considerando che si tratta quindi di una simulazione molto approssimativa il messaggio è chiaro. L’importo delle future pensioni sarà lontano dall’assegno percepito attualmente dai pensionati ed il suggerimento è sempre quello di aderire alla previdenza complementare allo scopo di avvicinare la pensione futura all’importo dell’ultimo stipendio.

Ciò vale soprattutto per i giovani che entrano nel mercato del lavoro a 25/30 anni, con dei contratti precari. Per loro le stime di assegno pensionistico, così come previsto da molti addetti ai lavori, si possono aggirare anche intorno al 50-60% del reddito attuale.

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