Arriva l’APE. Il mezzo migliore per andare in pensione (anticipata)


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euro-870757_960_720Pensione anticipata, il sogno degli italiani di ogni tempo. Soprattutto da quando la riforma Fornero ha introdotto rigidità e barriere non facilmente superabili. Ma le cose cambiano (in meglio) e dal prossimo anno sarà possibile usufruire dell’APE, acronimo dell’Anticipo Pensionistico che permette di uscire dal lavoro fino a tre anni prima dell’età obbligatoria pagando un prestito. Da restituire in 20 anni.

Istruzioni per l’uso

I parametri sono chiari. L’APE indica la possibilità per il lavoratore che ha raggiunto i 63 anni di andare in pensione prima dell’età pensionabile. A fronte di questa possibilità si accetta di rinunciare a una percentuale del trattamento, che oscilla tra l’1 e l’8% con una media quindi del 3-4%. In pratica, chi lascia di propria volontà il posto di lavoro attiva un prestito che restituisce in 20 anni e la cui rata può arrivare fino al 15% dell’assegno. Nel caso di uscita a 64 anni si pagheranno quindi rate fino a 84. Per fare un esempio realistico, chi è titolare di una pensione da 1.000 euro e vuole usufruire dell’APE dovrà pagare una rata di 199 euro al mese per 13 mensilità per 20 anni, ovvero 39.000 euro. Invece, con una pensione di 2.500 euro netti e un tasso di interesse al 3% la rata sarebbe di 499,10 euro al mese, in pratica il 20% dell’assegno originario. In questo caso il prestito sarebbe 97.500 euro.

Piccola, grande rivoluzione

L’APE si basa su un’idea semplice e rivoluzionaria. Introdurre flessibilità in uscita senza modificare la legge Fornero grazie all’utilizzo di strumenti finanziari, che coinvolgeranno un budget di circa 10 miliardi. Una misura sperimentale, per adesso limitata a un orizzonte di tre anni, che l’anno prossimo permetterà di andare in pensione anticipata ai nati tra il 1951 e il 1953, arrivando nel 2018 ai nati nel 1954 e nel 2019 ai nati nel 1955). Tecnicamente quindi tutti quelli che sono a meno di tre anni  dalla pensione potranno fare domanda e chiedere all’Inps di farli accedere allo strumento. E qui è bene fare attenzione: se il totale della pensione sarà calcolato al momento della richiesta dell’anticipo, il coefficiente di trasformazione sarà quello del momento nel quale si raggiunge l’età di vecchiaia. D’altra parte il prestito avverrà senza la richiesta di “garanzie reali”, quindi in caso di premorienza non ci si sarà possibilità di rivalsa sugli eredi. Per i soggetti più deboli e meritevoli di tutela sono allo studio detrazioni fiscali.

Il ruolo dell’inps e della previdenza complementare

L’APE assegna all’Inps il ruolo di gestore  dell’operazione, ovvero dell’interfaccia tra gli enti finanziari che erogheranno l’anticipo netto della pensione e i lavoratori che la percepiranno. In questa dialettica, un ruolo importante sarà svolto anche dalla previdenza complementare, importante player per ridurre l’ammontare del prestito che finalmente nella cultura italiana comincia a raccogliere il consenso che ha in quelle dei sistemi avanzati europei e anglosassoni.

E aprire nuove possibilità a chi in pensione ci vuole andare senza rassegnarsi a essere pensionato.

 

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