L’INPS racconta…il fenomeno dei voucher


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tool-384740_960_720Cosa sono i Voucher?

I buoni lavoro (voucher) sono stati introdotti nel 2003 dal decreto legislativo n. 276 per regolare le attività lavorative di tipo accessorio e di natura meramente occasionale. Il sistema è rimasto inapplicato fino al 2008, quando con decreto del 12 marzo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale si è disposta la sperimentazione delle prestazioni occasionali di tipo accessorio nel settore delle vendemmie.

Quanti ne sono stati venduti?

I voucher venduti, a partire dal mese di agosto, alla fine del 2008 risultavano circa mezzo milione. Nel 2011 i voucher venduti sono stati 15 milioni, nel 2015 hanno raggiunto i 115 milioni.

Alla base di questo boom c’è una lunga serie di interventi normativi che hanno progressivamente ampliato sia le categorie di prestatori di lavoro accessorio sia gli ambiti di attività remunerabili tramite i voucher, fino alla liberalizzazione del 2012.

Il decreto legislativo n. 81 del 2015, infine, innalza il limite di 5.000 euro netti a 7.000, inoltre stabilisce che i committenti imprenditori commerciali o professionisti possono acquistare i buoni lavoro solo attraverso la procedura telematica.

Il numero di voucher equivalenti 10 euro complessivamente venduti dal 2008 al 31 dicembre 2015 è pari a 277,2 milioni.

Dove sono distribuiti e con quale concentrazione territoriale?

La modalità di distribuzione attualmente prevalente è tramite i tabaccai. Il ricorso ai voucher è concentrato nel nord del paese: nel Nord-est ne sono stati venduti 104,3 milioni (37,6%), nel Nord-ovest 81,0 milioni (29,2%). La regione nella quale si è avuto il maggiore ricorso ai voucher è la Lombardia, con 47,5 milioni di buoni lavoro venduti. Seguono il Veneto e l’Emilia Romagna.

I lavoratori extracomunitari rappresentano attualmente circa l’8% del totale;

Tra il 2008 e il 2015 i committenti di attività di lavoro accessorio sono risultati 815.979.

Il numero medio di lavoratori utilizzati dal singolo committente è salito leggermente nell’ultimo biennio: pari ancora a 3,1 nel 2012, nel 2015 è arrivato a 3,7. Costante invece nell’ultimo triennio il numero medio di voucher corrisposti dal committente al singolo lavoratore, pari a circa 50.

In quali settori vengono utilizzati maggiormente?

Sotto il profilo settoriale i 472.747 committenti del 2015 risultano così distribuiti:le aziende dell’industria e del terziario con dipendenti, che utilizzano anche prestatori di lavoro accessorio sono state circa 246 mila: oltre la metà di esse afferiscono ai settori “alberghi e ristoranti” (75 mila) e “commercio” (53 mila).

  1.  le aziende dell’industria e del terziario con dipendenti, che utilizzano anche prestatori di lavoro accessorio sono state circa 246 mila: oltre la metà di esse afferiscono ai settori “alberghi e ristoranti” (75 mila) e “commercio” (53 mila). Le aziende industriali – al cui interno il gruppo relativamente più numeroso è quello delle aziende alimentari – sono state 41 mila. Nel settore delle costruzioni, quasi 14 mila aziende hanno utilizzato lavoro accessorio. Questo gruppo di committenti pesa per il 52% sul numero totale di committenti ma origina il 76% in termini di voucher pagati;
  2.  con riferimento al settore agricolo, aggregando sia le aziende con dipendenti che i lavoratori auto nomi, i committenti di lavoro accessorio  risultano 16 mila;
  3. l’insieme formato da artigiani e commercianti senza dipendenti rappresenta 65 mila committenti;
  4. infine vi sono 145 mila committenti, equamente divisi tra persone giuridiche e persone fisiche, che rappresentano il 31% dei committenti ma impiegano solo il 19% dei voucher totali

 

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