Busta arancione

Voce creata da Marco Lo Conte


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Definizione semplice

Fino a qualche anno fa non era così complicato effettuare una stima della propria pensione. Il sistema retributivo, infatti, offriva un meccanismo abbastanza semplificabile: bastava moltiplicare il numero degli anni di lavoro per il 2% e in questo modo si otteneva il cosiddetto tasso di sostituzione, ossia la proporzione tra la pensione e l’ultimo stipendio.

L’introduzione del sistema contributivo ha cambiato tutto. Molti sono i fattori che concorrono a determinare la rendita previdenziale, secondo il sistema contributivo: dall’inflazione alla crescita della reddito, al tasso di crescita del moltiplicatore dei contributi accantonati (per l’Italia la media del Pil degli ultimi cinque anni).

Per ovviare a questa complicazione diversi Paesi industrializzati che adottano il sistema contributivo, tra cui l’Italia, hanno deciso di affidare a un soggetto pubblico il compito di comunicare al lavoratore una stima della sua pensione futura, sulla base della contribuzione in corso. Per prima si è  mossa la Svezia, negli anni 90, inviando ai lavoratori una busta di color arancione con questa stima: da allora si intende per “busta arancione” l’elaborazione relativa alla propria pensione stimata. Si tratta evidentemente di una indicazione, passibile di variazioni anche rilevanti, a seconda dei numerosi fattori che possono incidere negli anni a determinarla. E quindi va presa con le dovute “pinze”, ossia considerando un margine di variazione.

Ciononostante è fondamentale poter disporre di questa stima, in modo da programmare eventuali – e sempre più necessarie – adesioni a strumenti di risparmio previdenziale di secondo o terzo pilastro. In Italia dal 2015 è stata predisposta la simulazione online sul sito dell’Inps ed è iniziato, da fine Aprile, l’invio di buste arancioni cartacee per chi non ha richiesto il Pin per la consultazione online.

Già da tempo inoltre i siti web dei fondi pensione mettono a disposizione dei propri iscritti un motore di calcolo che consenta di realizzare questa elaborazione.

E’ un obbligo che la Commissione di vigilanza sui fondi pensione ha imposto a chi si propone di raccogliere i contributi dei lavoratori e che rappresenta, a tutt’oggi, un valido aiuto per compiere scelte consapevoli.

 

 

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