Pensionamento

Voce creata da Marco Lo Conte


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Definizione semplice

Si vive più a lungo e per questo si va in pensione più tardi. L’assunto è ormai entrato nell’opinione corrente. La demografia ci dice oggi la vita media degli italiani è di 84 anni per le donne e 79 per gli uomini; ma visto che ogni cinque anni l’aspettativa di vita sale di un altro anno, nel giro di pochi decenni la nostra società subirà una trasformazione rilevante, e gli anziani non potranno contare più come in passato sulle generazioni più giovani. Certo, non è semplice adattarsi a questa realtà, soprattutto dopo che il legislatore ha per decenni incentivato il pensionamento o l’assegnazione di rendite dopo periodi ridotti di contribuzione. Dopo molti errori analoghi, l’Italia è passata alle contromisure. Il sistema previdenziale italiano, all’indomani dell’ultima riforma messa in campo dal governo Monti alla fine del 2011, presenta elementi di stabilità e di efficienza rilevanti. Le nuove sfide che i lavoratori si trovano di fronte comportano informazioni e competenze superiori alle precedenti: è necessario programmare il proprio percorso fino al pensionamento sin da giovani, pur nella consapevolezza del fatto che il mercato del lavoro può proporre una minor linearità rispetto al passato e quindi buchi contributivi potenziali. Per questo il pensionamento è un processo che inizia all’ingresso nel mondo del lavoro, con la consapevolezza di mettere in campo scelte di lungo termine. Scelte che permettano di vivere una parte la più lunga possibile dell’età anziana in salute e svolgendo quelle attività tante volte rinviate durante l’attività lavorativa. Rinviare la decisione di aderire a uno strumento previdenziale, per esempio, ha un costo rilevante: un trentenne che decida di aspettare due anni prima di iniziare a risparmiare mille euro l’anno in uno fondo pensione, si troverebbe una rendita che si stima inferiore di circa il 10%. Procrastinare ulteriormente una decisione comporta costi ancor maggiori, riducendo in modo consistente la nostra disponibilità economica e quindi il nostro stile di vita, in una fase dell’esistenza che inevitabilmente comporterà la necessità di supporto e assistenza. Per questo può risultare utile coprire i rischi dell’età avanzata grazie a contratti specifici che singolarmente o sotto forma di contratti collettivi e negoziali, consentano di mettere a disposizione supporti in caso di non autosufficienza.

Descrizione tecnica

La riforma Monti-Fornero ha reso più complesso e articolato la definizione del momento in cui si va in pensione. Quel che è certo è che l’età del pensionamento tende ad innalzarsi, con alcune specificità. I lavoratori maschi, dipendenti e autonomi a partire dal 1° gennaio 2012, vanno in pensione a 66 anni; volendo potranno scegliere di restare al lavoro fino a 70 anni, sfruttando al momento del pensionamento i coefficienti di trasformazione (basati sulle aspettative di vita) dei 66 anni, ossia del primo momento in cui è maturato il diritto alla pensione. Anche per le donne, le lavoratrici del settore pubblico, dal primo gennaio scorso il pensionamento scatta ai 66 anni di età; dal 2018 questo requisito sarà esteso anche alle lavoratrici autonome del settore privato, con un passaggio intermedio, nel 2016, a 65 anni per le dipendenti e a 65 e sei mesi per le autonome. Tutte potranno restare al lavoro, se lo volessero, a 70 anni. La riforma di Natale ha in sostanza eliminato la pensione di anzianità, maturata sulla base degli anni di lavoro accumulati; ciononostante i lavoratori potranno andare in pensione dopo 42 anni e un mese, con penalizzazioni per chi sceglie di ritirarsi prima del 62 anni di età. È la cosiddetta “pensione anticipata” che sostituisce di fatto quella di vecchiaia; le donne possono ottenere la pensione anticipata un anno prima del colleghi uomini, a 41 anni e un mese di contributi. Anche in questo caso sono previste penalizzazione per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni. D’altra parte la riforma permette alcune forme di uscita anticipata: in particolare nel caso la prestazione calcolata sia pari o superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, incrementato in base alla crescita del Pil nazionale. In definitiva la riforma Monti-Fornero punta a far lavorare gli italiani più a lungo e ad andare in pensione più tardi; pur garantendo nella fase transitoria una gradualità dell’effetto.

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  • maria

    Ho 32 di contributi come personale ATA (collaboratore scolastico) compio 65 anni ad agosto 2015 con un reddito circa 20 mila euro ho saputo che mi mettono a riposo di ufficio il 1° settembre 2015 quanto mi può venire la pensione?

  • amelia cirillo

    L’articolo è chiaro per quanto attiene la situazione attuale.
    Non lo è per una persona come me che ha 62 anni , 35 anni i lavoro e non sa se può anare o no in pensione.
    Nessuno mi sa indicare se posso ancora usare i termini della fornero per presentare la domanda 2 pensione donna contributiva”
    Grazie!

    • Ciao Amelia,
      prova a leggere questo articolo
      In ogni caso i requisiti per ottenere la pensione anticipata con “l’opzione donna contributiva” sono i seguenti:
      – Età di 57 anni per le donne dipendenti, elevata a 58 anni di età per le lavoratrici autonome;
      – Almeno 35 anni di contributi.

  • fausto bonacchi

    sono nato il 10/12/1950, ho contributi nell’artigianato per 18 anni e 9 mesi, ho cessato attivita’ nel 1987.
    Andro’ in pensione? Se si quando? E quanto sarà l’importo?
    Grazie del Vostro aiuto
    Fausto Bonacchi

    • Livia Girlando (Team Previdenza)

      Buongiorno Fausto,
      ti consiglio di provare a verificare la tua età pensionabile cliccando su questo nuovo strumento online:
      http://www.previsio.axa.it

      Se ti mancassero ancora degli anni puoi leggere quest’altro articolo per comprendere come poter coprire gli anni rimanenti alla tua pensione.

      Puoi vedere questo video per maggiori dettagli sul Sistema Contributivo.

      Per avere un prospetto dettagliato ti consiglio di rivolgerti direttamente all’INPS, che ha il dettaglio della tua posizione.
      Puoi trovare la sede più vicina cliccando qui, Oppure via telefono cliccando qui, o via web cliccando qui

      Per altre informazioni non esitare a scrivere,
      un saluto
      Livia

  • Annamaria

    Scusate ma questa legge delle pensioni ma un caso come il mio vedova con 300 euro di pensione 600 di mobilità che scade ad ottobre quando compirò 59 anni 25 anni di contributi non sono più riuscita ad entrare nel mondo del lavoro
    IO CHE FINE FACCIO???

    • Livia Girlando (Team Previdenza)

      ciao Anna Maria,
      mi dispiace per la tua situazione di difficoltà.
      Un saluto.
      Livia

      • annamaria

        Carissima Livia, grazie per il tuo =dispiace” ma pensi che se scrivo a Poletti sarà la stessa risposta ???…….. allora…. ecco perché una persona fa brutti pensieri….. perché viene tolta la dignità di campare….saluti Annamaria

  • Benedetto Pinto

    Sono un medico a tempo pieno, dipendente dal 1990 con riscatto del corso di laurea che compie 65 anni a giugno 2015. Quando dovrò andare in pensione? A quanto ammonterà mensilmente la mia pensione?

    • Livia Girlando (Team Previdenza)

      Buongiorno,
      l’età prevista per andare in pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi è 66 anni e 7 mesi dal 2016 al 2018 (l’età aumenta negli anni in funzione dell’innalzamento dell’aspettativa di vita).
      Invece i requisiti per andare in pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi sono i seguenti: dal 1° gennaio 2016, anzianità contributiva: uomini 42 anni e 10 mesi, donne 41 anni e 10 mesi, puoi leggere questo articolo di Previsionari.
      Per scoraggiare l’accesso alla pensione anticipata per i lavoratori che non hanno compiuto il 62° anno di età, la Riforma Fornero del 2011 aveva introdotto un sistema di disincentivi che colpiscono l’importo della rendita previdenziale.
      La legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 113, legge 190/2014) ha modificato quanto sopra disponendo che, “con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015 le disposizioni in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017”.
      Pertanto potresti andare in pensione anticipata ma subiresti le penalizzazioni non avendo maturato ancora i 42 anni e 10 mesi previsti entro la fine del 2017. In proposito leggendo questo articolo trovi i dettagli di quanto sopra.
      Per quanto riguarda l’importo della pensione ti consiglio di utilizzare il nuovo simulatore online dell’Inps “La Mia Pensione” inserendo Codice Fiscale e Pin al seguente link.
      Infine potrai rivolgerti direttamente all’INPS che ha il dettaglio della tua posizione.
      Puoi trovare la sede più vicina cliccando qui, Oppure via telefono cliccando qui, o via web cliccando qui .
      Per altre informazioni non esitare a scrivere.
      un saluto
      Livia

  • Livia Girlando-Team Previdenza

    Ciao Marco,
    potresti andare in pensione anticipata se avessi raggiunto i 42 anni e 10 mesi entro il 31.12.2017.
    Per avere informazioni in merito ai contributi volontari qualora ti interessasse clicca qui, sulla convenienza al versamento dovresti farti fare un calcolo dall’Inps.
    Puoi trovare i contatti cliccando qui.
    Penso che hai diritto al sussidio di disoccupazione o altre forme di sussidi (mobilità, cassa integrazioni), ti consiglio di chiedere al CAF a riguardo.
    un saluto
    Livia

  • Livia Girlando-Team Previdenza

    ciao,
    si con la Legge di Bilancio 2017 è intervenuta l’introduzione di una agevolazione previdenziale per i lavoratori precoci, coloro che hanno almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età e sono in condizione di difficoltà (disoccupati, invalidi, caregiver o soggetti addetti a mansioni particolarmente gravose). Potranno avvantaggiarsi dell’uscita a 41 anni di contributi dal 1° maggio 2017.
    Potrebbe altrimenti richiedere l’Ape Sociale, per i dettagli leggi nel nostro glossario, cliccando qui.
    Per l’8 salvaguardia invece leggi qui oppure chiedi all’Inps oppure clicca qui.
    Puoi trovare i contatti dell’Inps cliccando qui.
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    un saluto
    Livia

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