Pensione di Anzianità

Voce creata da Matteo Feroldi


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Le pensioni d’anzianità consistevano in una prestazione economica erogata a favore dei lavoratori dipendenti o autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme sostitutive e integrative. Per ottenere questa erogazione erano richiesti dei requisiti minimi di anzianità contributiva e di età, che sommati dovevano raggiugere una quota minima sotto alla quale non era possibile accedere a detta prestazione. Queste quote erano crescenti negli anni e avrebbero raggiunto nel 2013 i seguenti valori:

  • Quota 97 per i lavoratori dipendenti, con il requisito minimo di 61 anni d’età e 35 di anzianità contributiva;
  • Quota 98 per i lavoratori autonomi, con il requisito 62 anni di età e 35 di anzianità contributiva.

La vecchia normativa concedeva comunque la possibilità di ricevere la prestazione previdenziale anche senza il raggiungimento del limite minimo d’età, nel caso in cui si vantasse un’anzianità contributiva di 40 anni. Questa eccezione era studiata per tutelare i lavoratori che avevano iniziato la loro attività lavorativa in età molto giovane.

La normativa prevedeva inoltre la presenza di finestre entro le quali maturare i requisiti pensionistici richiesti e successivamente un periodo di differimento della prestazione che era di:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti per i lavoratori dipendenti
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti per i lavoratori autonomi

La recente riforma Fornero del sistema previdenziale italiano ha, di fatto, eliminato questa tipologia di erogazione sostituendola con il pensionamento anticipato.

Definizione tecnica:

Era una prestazione economica, a domanda, erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme sostitutive e integrative, la cui pensione era liquidata con il sistema di calcolo retributivo o misto. Si acquisiva il diritto alla prestazione alla maturazione dei requisiti prestabiliti dalla normativa vigente (Legge n° 247/07 – “Legge Damiano” – introdotta a parziale modifica della previgente riforma “Maroni” Legge n° 243/04). Alla maturazione dei requisiti, per ricevere la prestazione era inoltre richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione. L’eventuale ripresa dell’attività lavorativa dipendente da parte del lavoratore che conseguiva la pensione di anzianità non poteva in alcun caso coincidere con la data di decorrenza del trattamento pensionistico.

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  • enzo

    BELLO VEDERE I GIOVANI DISOCCUPATI FARE CAPRIOLE PER TROVARE LAVORO. PURTROPPO IL LAVORO E DESTINATO A PERSONE CHE CON 40 ANNI DI CONTRIBUTI NON POSSONO USCIRE, PERCHè SIGNORA FORNERO COSì A DECISO. CERCHIAMO DI CAMBIARE QUESTA ASSURDA è VERGOGNOSA RIFORMA,DANDO PIù SPAZIO AI GIOVANI.40 ANNI DI CONTRIBUTI SONO ANCHE TROPPO PER CHI LAVORA IN FABBRICA.

    • Team Previdenza

      Ciao Enzo,
      condividiamo con te la necessità di dare più spazio ai giovani nel mondo del lavoro, anche perché i dati sulla disoccupazione giovanile sono sempre più allarmanti: a marzo il 38,7%.
      Per quanto riguarda i 40 anni di contributi, premesso che chi svolge un lavoro usurante deve e può andare in pensione prima, ti segnaliamo che con la riforma Fornero gli anni minimi di contributi per accedere alla pensione di vecchiaia sono diventati 20, rimane comunque il requisito dell’età: ad oggi 66 e 3 mesi per gli uomini e 63 per le donne.

  • luigi Montrone

    Nella nostra cara Italia è arrivato il momento di fare tabula rasa si lamentavano tutti della 1a repubblica ma la seconda ragazzi …..
    Al di là di qualche politico capace di parlare e forse solo per ottenere consensi gli altri sono ciarlatani e poco rappresentativi sia sul piano politico che etico.
    Ci sarebbe veramente da vergognarsi; con la prima repubblica non si era mai visto un ITALIANO ANZIANO chiedere l’elemosina forse si vedeva qualche lava vetri che non aveva voglia di lavorare ma vedere un proprio simile tra l’altro tuo compatriota è veramente grave.

    che chiedessero al sottoscritto come si fa a salvare l’italia sia sul fisco che sul piano economico nazionale sistemando ogni dicastero un cittadino come gli altri ma che a 62 anni di età ha ancora voglia di emergere e dare una mano a questa povera italia Luigi Montrone

  • Antonio

    C’è poco da commentare siamo noi che dia potere a gente incompetente e che pensano esclusivamente a i propri interessi straffottendosi di chi per una vita intera si è massacrato di lavoro e adesso a più di 60 anni deve andare ancora a lavoro alzandosi alle 4 del mattino mentre i giovani sono costretti a rimanere a letto e a chiedere un euro al proprio genitore x un pacchetto di sigarette o x un paia di scarpe a parte che sono ancora a carico dei propri genitori che con lo stipendio nn arrivano a fine mese Vergogna o destra o sinistra o centro sono tutti lo stesso saluti a tutti

    • gino

      antonio sono d’accordo con te la fornero e tutti gli altri politici di destra e di sinistra hanno toccato la carne viva di noi lavoratori anziani ke non possiamo andare in pensione non dopo 40 anni di lavoro come prima ma con la pensione cosdetta a,,anticipata,, a 42 anni e 6 mesi nel 2014 in più ci continuano a penalizzare con una piccola penalitàcome diccono loro ma per noi èuna grande e ingiusta porkeria .mi domando i giovani quando inizieranno a lavorare? mentre i nostri politici con mezza legislatura siportano a casa una pensione ke noi ci possiamo solo sognare.vergogna!!!!!!!!!

  • amelia

    salve vorrei sapere quando potrò presentare domanda di pensione ho iniziato a lavorare nel 1974 di cui 31 anni come dipendente e 9 anni come lavoratrice autonoma a fine 2014 in totale ho maturato 40 anni di lavoro io 56 anni e sono veramente stanca in tutti i sensi pultroppo il lavoro non è piu quello di una volta grazie

    • Ciao Amelia,
      Il calcolo della tua pensione è abbastanza complesso perchè hai versato contributi sia da lavoratrice dipendente che da lavoratrice autonoma. Quindi dovresti fare la ricongiunzione.
      Ti consiglio di leggere, cliccando qui, tutte le informazione relative alla ricongiunzione e poi di rivolgerti direttamente all’INPS per capire quando e come potrai già andar in pensione. In ogni caso mi sembra che tu abbia già raggiunto i requisiti minimi.
      Puoi trovare la sede più vicina dell’INPS cliccando qui.

      • ines

        buongiorno.
        mi permetto commnentare la risposta di Giovanni Valli ad Amelia.
        Purtroppo mi trovo in una situazione simile !!! donna 62anni 42 di contributi tra inps e inpdap (non ricongiunti data l’esosita’ dell’importo richiesto 37000 euro). ho tentato in tutti i modi con INPS E INPDAP ma NESSUNO mi fa i conteggi che mi permettano di capire il come ed il quando….(anche soggiacendo alla folle richiesta).

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